domenica 19 febbraio 2017

Sformatini di cime di rapa, salame e Provolone

Arrivi dal lavoro, giornata pesante, sei andata direttamente a casa sperando di avere ancora qualcosa nel frigo o in dispensa perché la cena da preparare ti attende.
Apri il frigo e trovi la desolazione totale, praticamente c’è l’eco….
Tutto quello che trovi sono degli avanzi, tristi e desolanti: un fondo di salame, delle cime di rapa bollite di ieri, un pezzo di Provolone, le ultime due uova…Un attimo e l’idea nasce come un fulmine a ciel sereno! Sformatini di cime di rapa, salame e provolone, ed ecco dalla desolazione nascere una nuova ricetta, buona, bella, veloce e allegra.





LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti per 4 persone:

200 gr di cime di rapa bollite avanzate
2 scalogni o una piccola cipolla
1 fondo di salame
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 fondo di Provolone
2 uova
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
Burro q.b. (solo per preparare  gli stampi)



Procedimento

Spellate il salame e tagliatelo a cubetti piccoli.
Tagliate, sempre a cubetti, anche la provola
Tritate grossolanamente le cime di rapa.
Tritate gli scalogni.
Scaldate l’olio in una padella e saltate gli scalogni finché saranno trasparenti, unite le cime di rapa, salate e lasciate cuocere per 5 minuti a fuoco vivo per far asciugare le cime di rapa.


Mettete tutto in una ciotola, lasciate intiepidire e unite i cubetti di salame e di formaggio, le uova sbattute e il Parmigiano Reggiano.


Preriscaldate il forno a 180°C e ungete delle piccole pirofile o un’unica grande (come preferite), distribuite il composto nelle pirofile, spolverizzate con il Parmigiano Reggiano e passate in forno (già caldo) per 25/30 minuti o finché non si sarà rappreso.


Servite caldo o tiepido.







Questa è un’idea di base, ovviamente potete sostituire le cime di rape con altre verdure avanzate, il salame con dadini di prosciutto o pancetta e la provola con altri formaggi.


Vi è piaciuta questa ricetta? E’ inserita , insieme a tante altre nell’ebook  CUCINA ANTISPRECO .

Potete scaricare GRATUITAMENTE l’ebook cliccando qui


martedì 14 febbraio 2017

Torta di broccoli, riso rosso e prosciutto

I broccoli appartengono alla famiglia delle crocifere e sono un alimento dal sapore gradevole e gustoso, inoltre contengono pochissime calorie (27 per 100 gr.) e il loro consumo è spesso consigliato nelle diete ipocaloriche. Generalmente si consumano lessati o al vapore e quest’ultimo tipo di cottura è da preferire perché, non solo esalta al massimo il gusto, ma mantiene inalterate tutte le qualità nutritive.
Sono ricchi di sali minerali quali calcio, ferro, fosforo, potassio e vitamine come la C, la B1, la B2; contengono, inoltre, fibra alimentare utile per combattere la stitichezza, e tiossozalidoni, sostanze coadiuvanti nella cura della tiroide.
Questo splendido vegetale contiene anche una sostanza, il sulforafano, che non solo previene la crescita delle cellule cancerogene, ma ne impedisce anche il processo di divisione. Questa sostanza, insieme agli isotiocianati, possiede un’azione protettiva soprattutto contro i tumori intestinali, del seno e polmonari.
I broccoli possiedono anche un potere antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo. 
Inoltre,l’alto potere antiossidante in essi contenuto, aiuta a rafforzare le difese immunitarie e spesso, gli specialisti, consigliano il loro consumo per combattere l’Helicobacter pylori, un batterio molto resistente che colonizza la mucosa gastrica generando fastidiose gastriti ed ulcere.
L’unico elemento negativo insito in questi ortaggi è lo sgradevole odore emanato durante la cottura: ciò è dovuto allo zolfo in essi contenuto in discreta quantità, ma potete evitare quest’inconveniente semplicemente spremendo un limone nell’acqua di cottura.



LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti per 4 persone:
350 gr di broccolo verde romano
200 gr di farina
100 gr di burro
80 gr di prosciutto cotto in una sola fetta
100 gr di riso rosso selvaggio
50 gr di provolone
2 uova
1 porro
30 gr di Parmigiano reggiano gratuugiato
Olio d’oliva extravergine q.b.
Sale q.b.




Procedimento
Setacciate la farina in una ciotola, aggiungete un po’ di sale e il burro a dadini, amalgamate  lavorando rapidamente per non scaldare la pasta, aggiungete piccole quantità di acqua freddissima, poco alla volta, fino ad arrivare alla giusta consistenza. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per due ore.


Nel frattempo pulite il broccolo, dividetelo a cimette e fatelo cuocere a vapore per dieci minuti  (in alternativa cuocetelo in acqua bollente).
Lessate il riso per circa 30 minuti (leggete il tempo di cottura sulla confezione perché può variare) finché non sarà al dente.
Pulite il porro e tagliatelo a fettine oblique, mettetelo in una casseruola con 4 cucchiai d’olio e fatelo stufare.
Nel frattempo tagliate le cimette ma lasciatele qualcuna intera per guarnire e mettetela da parte.
Unite i broccoli al porro , salate e lasciate insaporire per 5 minuti.


Scolate il riso e aggiungetelo ai broccoli .


Tagliate il prosciutto e il provolone  a dadini. Sbattete le uova in una fondina, salate e aggiungete il Parmigiano Reggiano grattugiato.
Riprendete il panetto di pasta briseé,


mettetelo tra due fogli di carta da forno e con il mattarello stendetelo fino ad ottenere un cerchio più largo di 2 cm della vostra teglia.



Mettete la carta da forno con la pasta stesa nella teglia,


versate l’impasto e cospargetelo con i cubetti di provolone. Versate nella teglia il composto di uova e Parmigiano,



guarnite con le cimette lasciate intere, distribuite i cubetti di prosciutto, chiudete i bordi premendo poi leggermente sulla pasta con i rebbi di una forchetta.


Cuocete la torta in forno già caldo a 180°C per 30 minuti, sfornate e servitela calda o tiepida, come preferite.




 Consiglio: Per velocizzare i tempi potete utilizzare un rotolo di pasta brisée e del riso bianco (anziché rosso) parboiled 



domenica 12 febbraio 2017

Bonét (Bunét) piemontese

Il Bonèt (leggi bunét) è un dolce a cucchiaio, antichissimo,  tipico delle Langhe e del Monferrato in Piemonte ma, nel corso dei secoli, si è diffuso in tutta la regione dando vita a diverse varianti e ottenendo così la PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale)
Con la parola bonèt in piemontese si identifica un particolare tipo di cappello tondeggiante simile allo stampo in cui viene cotto da qui il nome al dolce come certifica il vocabolario Piemontese/italiano di Vittorio di Sant’Albino stampato nel 1859.
La versino popolare più diffusa nelle Langhe, invece, racconta che trattandosi di un dolce servito a fine pasto lo si sarebbe legato al nome del cappello perché è l’ultima cosa che s’indossa prima di andare via, così come il Bonét si consuma a fine pasto.
Le prime testimonianze di questo dessert risalgono al XIII secolo, quando incomincia ad apparire sulle sontuose tavole dei signori.






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Ingredienti per 4 persone:

½ litro di latte possibilmente intero
120 gr di zucchero
4 uova
60 gr di amaretti secchi
50 gr di cacao amaro

Procedimento

Preparate innanzitutto il caramello.
In un pentolino mettete 40 gr di zucchero e un cucchiaio d’acqua e fate caramellare rimescolando, state molto attenti che non si bruci.
Versatelo  sul fondo e sulle pareti dello stampo o in stampini individuali (come ho fatto io) e lasciatelo raffreddare.
Accedente il forno a 170°C.
Sbriciolate gli amaretti.
In una ciotola mettete le uova e lo zucchero rimasto  e montate fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete il cacao e il bicchierino di rum, continuate a mescolare. 





Aggiungete il latte e gli amaretti sbriciolati.



Versate il composto nello stampo o negli stampini



e fate cuocere a bagnomaria nella parte bassa forno per un’ora. State attenti che l’acqua non prenda mai bollore, altrimenti il dolce risulterebbe troppo sodo e pieno di bolle.

A cottura ultimata togliete lo stampo dal forno e lasciatelo raffreddare. Quando sarà freddo mettetelo in frigo per almeno tre ore.








mercoledì 8 febbraio 2017

Castagnole al limoncello

« Finito Carnevale, finito amore
finito il far la pacchia da signore
finito il setacciar farina in fiore
finito il mangiare castagnole »
 (Antico proverbio anconitano)



Le castagnole, insieme alle bugie sono i dolci carnevaleschi più conosciuti e diffusi in tutta Italia, dal Nord al Sud.
La ricetta delle castagnole è sicuramente molto antica: è stato ritrovato nell'archivio di stato di Viterbo un volume manoscritto del Settecento in cui sono descritte ben quattro ricette di castagnole, di cui una prevede la cottura al forno, che quindi non è stata adottata recentemente nell'intento di rendere il dolce più leggero, come spesso si crede.




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Ingredienti

320 gr di farina 00
60 gr di zucchero
50 gr di burro
3 uova
1 cucchiaino da caffè di lievito vanigliato
La scorza di un limone bio grattugiata
30 gr di limoncello (circa tre cucchiai)
Un pizzico di sale
Olio per friggere q.b.

Procedimento

Mettete il burro a pezzetti  in una terrina e lasciatelo  ammorbidire  a temperatura ambiente, unite lo zucchero e lavorate fino ad ottenere una crema. Incorporate le uova, una alla volta e amalgamate bene prima di unire quello successivo.
Unite la scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale e poca alla volta, la farina setacciata, il lievito e per ultimo il limoncello.  Dovete ottenere un impasto morbido ma omogeneo, se è il caso unite ancor un po’ di farina o di limoncello se fosse troppo duro.
Prelevate un po’ d’impasto e formate delle palline grosse come una noce.
In una pentola a bordi alti portate a temperatura l’olio poi tuffateci, poche alla volte, le palline e fatele dorare fino a che non avranno assunto un bel colore dorato.
Raccoglietele con la schiumarola e mettetele a scolare su carta assorbente, quando saranno ben fredde rotolatele nello zucchero semolato.


Consigli: Potete prepararle anche senza il limoncello, ma sappiate che in cottura tutto        l’alcol evapora e rimane solo il buon gusto di limone




domenica 5 febbraio 2017

Ebook Cucina Antispreco

Un pomeriggio emozionante! Una grande soddisfazione aver presentato il nostro nuovo e-book gratuito CUCINA ANTI SPRECO alla Festa delle 5 Erre organizzata da Mirafiori Social Green.





I nostri ringraziamenti vanno alle persone e alle realtà che hanno creduto nel nostro progetto:
Elena Fabris di Mirafiorisocialgreen che ci ha accolto e che ha organizzato un evento importante, utile e socialmente rilevante.
Il media partner dell'e-book IdeeGreen.it Idee Green



A Paola Uberti fondatrice di Libricette.eu

Gli autori di LIBRICETTE.eu che hanno lavorato con entusiasmo, creatività e impegno:


Maria Antonietta Grassi che ha lanciato l'idea di questo e-book
Monica Benedetto
Silvia De Lucas Pasticci
Fernanda Demuru
Silvia Leoncini
Roberto Leopardi
Monica Martino
Anna Laura Mattesini
Paola Uberti


Il nostro affezionato pubblico che ci segue ogni giorno, per il quale lavoriamo con passione.

Per scaricare gratuitamente l'e-book cliccate su questo link:



 Di seguito alcune foto delle ricette contenute nell'ebook:













venerdì 3 febbraio 2017

Mousse di mele e cioccolato

Tutti conosciamo questo delizioso frutto che, con la sua forma sferica, ci ricorda la totalità del cielo e della terra, simbolo del potere terrestre e divino insieme. Nella nostra tradizione il melo è l’albero del bene e del male, nella mitologia scandinava è considerato il cibo degli dei: è una mela d’oro che scatena la guerra di Troia, sono le mele i frutti dell’immortalità del giardino delle Esperidi che Ercole riesce a conquistare.
Fu una mela che cadendo in testa a Newton gli fece intuire il meccanismo della forza di gravità e fu sempre una mela che rese GuglielmoTell un eroe nazionale del popolo svizzero e via via fino ad arrivare alla simbologia moderna che la vede emblema di New York detta anche “LA GRANDE MELA”.


 

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Ingredienti per 4 coppette

500 gr di mele golden Melinda  non troppo mature
50 gr. cioccolato fondente
30 gr. di burro
6 savoiardi
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaio di miele di acacia
1 cucchiaino di cannella in polvere
5 chiodi di garofano
1 bicchiere di  Marsala
succo di mezzo limone

Procedimento

Lavate, sbucciate le mele, tagliatele a fettine sottili e mettetele in una pentola con il burro.
Lasciatele dorare per 2 minuti poi aggiungete il cioccolato spezzettato grossolanamente, lo zucchero, il miele, la cannella, i chiodi di garofano e un po’ meno di  mezzo bicchiere di Marsala. Fate cuocere dolcemente per 15/20 minuti poi spengnete il fuoco, eliminate i chiodi di garofano e passate tutto al mixer. Mettete in un piatto fondo il rimanente Marsala allungato con lo stesso quantitativo di acqua.
Inzuppate 5 savoiardi, spezzettateli e  suddivideteli nelle 4 ciotole. Unite la mousse di mele e cioccolato, sbriciolate l’ultimo savoiardo rimasto e spargetelo sopra le coppette. Mettete il frigo per almeno un’ora e servite. Volendo potete accompagnare con della panna montata.






domenica 29 gennaio 2017

Fusilli al pesto di pistacchio e pomodorini secchi


Provenienti dal Medio Oriente, il pistacchio si diffuse in Italia a partire dal I secolo d.C.
Solo durante la dominazione araba, attorno all’827 d.C., la sua coltivazione si estese alla zone di Bronte (Sicilia). Il pistacchio di Bronte, parente lontano di mandorle e nocciole, presenta caratteristiche uniche: colore verde smeraldo brillante, sapore intenso, rotondo e pieno, profumo resinoso e grasso. La coltivazione e la trasformazione in prodotto finito sono particolarmente complicate. Le piante, infatti, fruttificano una volta ogni due anni. Il terreno molto accidentato sul quale vivono rende impossibile la raccolta meccanica dei frutti.
Questi ultimi una volta raccolti vengono sottoposti a smallatura, cioè all’eliminazione del mallo e poi asciugati al sole. Come prodotto finito il pistacchio si può presentare sgusciato oppure salato con il guscio. Principe della pasticceria siciliana, come ingrediente di torte e pasticcini, il pistacchio si è imposto anche nella norcineria (mortadella, salsicce, galatina)


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Ingredienti per 4 persone

320 gr di fusilli
12 pomodori secchi sott’olio
50 gr di pistacchi sgusciati
120 gr di basilico
1 spicchio d’aglio
1 fettina di buccia di limone non trattato
1 cucchiaio di succo di limone
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento
Scottate i pistacchi in acqua in ebollizione e privateli della pellicina, sbucciate l’aglio.
Lavate e sgrondate il basilico, staccate le foglie e mettetele su di un canovaccio ad asciugare.
Frullate l’aglio con mezzo cucchiaino di sale, la buccia di limone tagliata a pezzetti. e i pistacchi. Frullate fino a ridurre tutto in pasta poi unite l’olio a filo  in quantità sufficiente ad ottenere una salsa morbida, aggiungete il cucchiaio di succo di limone e mescolate.
Lasciate riposare.
Scolate i pomodori e tagliateli a pezzetti. Mettete da parte.
Portate ad ebollizione dell’acqua salata e, quando bolle, tuffateci i fusilli, scolateli al dente e conditeli con il pesto di pistacchi e i pomodorini.
Servite subito.

Il pesto avanzato potrà essere conservato in frigo per qualche giorno e utilizzato anche per antipasti o secondi piatti.


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