sabato 22 aprile 2017

Calamari alla Mediterranea

Il calamaro appartiene alla famiglia dei molluschi e lo troviamo nel mar Mediterraneo e nell’Atlantico Orientale. Possiede un corpo allungato e fusiforme, con due pinne apicali e testa con tentacoli, ventose, occhi e bocca. Nell’interno del corpo troviamo la conchiglia cornea (una lisca trasparente a forma di lancia) e gli organi interni. Il colore è rossiccio - rosato, con sfumature brune. Le dimensioni variano fra i 15 e i 30 cm. Le sue carni sono delicate e saporite. Assomiglia molto al totano da cui si differenzia per la posizione delle pinne apicali: nel totano sono corte e partono dall’estremità del corpo, nel calamaro sono inserite più in alto e occupano metà corpo. Lo possiamo trovare tutto l’anno sia fresco sia surgelato. Possiede poche calorie (68 kcal per 100 gr), ma è ricco di sali minerali quali magnesio, fosforo, potassio, sodio, calcio e vitamina A, contiene pochi grassi e un buon quantitativo di proteine. Una caratteristica tipica di questo mollusco e lo spruzzo di liquido nero che rilascia se disturbato.






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Ingredienti per 4 persone:
1 kg di calamari
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di capperi
Una manciata di olive taggiasche
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
250 gr di passata di pomodoro
Olio extravergine d’oliva q,b,
Sale q.b.

Procedimento

Pulizia dei calamari

La prima cosa da fare è pulire i calamari, procedete quindi in questo modo:

Staccate i tentacoli dal corpo (sacca).
Asportate le interiora e la penna cartilaginosa trasparente infilando un dito nella sacca.
Se non vi piace la pelle, eliminatela insieme con le pinne laterali.
Passate poi alla pulizia della testa dei calamari:
Tagliate appena al di sotto degli occhi. Gettate la parte sovrastante e tenete i tentacoli.
Eliminate dai tentacoli il becco (rostro), posto al centro e scartatelo.
Terminata la pulizia, lavate bene, sotto l’acqua corrente, le sacche e i tentacoli.
La pulizia è ultimata e potete utilizzare i calamari per qualunque ricetta.

Per questa ricetta tagliate i calamari a rondelle di circa 2 cm.

In una casseruola fate soffriggere nell’olio già caldo lo spicchio d’aglio schiacciato, unite le rondelle di calamari e i tentacoli, fateli insaporire poi aggiungete la passata di pomodoro, i capperi, le olive e il sale.




Lasciate cuocere a fuoco basso e a pentola coperta per circa 30 minuti, se dovesse asciugare troppo aggiungete un pochino di acqua calda.  Cinque minuti prima di spegnere spolverizzate con il prezzemolo tritato.

Servite i calamari accompagnati da patate lesse o polenta.




martedì 18 aprile 2017

Insalata di carciofi e Casciotta d'Urbino

La Casciotta d’Urbino D.O.P. è un formaggio che ha origini antichissime. Il suo nome deriva da un errore di trascrizione di un impiegato che scambio la “c” in “sc” pronuncia dialettale della “c” tipica dell’area marchigiana.
L’area di produzione della “Casciotta d’Urbino” coincide con l’intera provincia di Pesaro-Urbino. Una zona fondamentale per il pascolo intensivo, caratterizzata da particolari erbe montane, da una flora ricca e variata, da una ricchezza di terreni erbosi a base di graminacee, che fornisce l’alimentazione delle pecore e delle mucche.
Nasce dalle stesse colline che abbracciano il Montefeltro, in quella culla del Rinascimento che ha nutrito la sapienza artigiana, artistica e contadina. Sapori e saperi che testimoniano come la Cultura nasca dal rapporto con la terra, la Cultura si coltiva (non a caso Cultura deriva da còlere-coltivare) L’ispirazione è nelle cose, nei paesaggi, nei sapori.
Tra gli estimatori più famosi di questo formaggio troviamo Michelangelo Buonarroti come testimonia un carteggio con l’amico Francesco Amatori di Casteldurante (attuale Urbinia) dove si citano le Casciotte prodotte per la mensa dell’illustre artista. Egli amava a tal punto questo formaggio da affittare una serie di poderi nel territorio durantino, allo scopo di garantirsi un continuo rifornimento.
Questo delizioso formaggio ha forma cilindrica a scalzo basso con facce arrotondate e un diametro tra i 12 e i16 cm e pesa dagli 800 ai 1200 grammi circa. Il colore della pasta è bianco paglierino e la struttura molle e friabile caratterizzata da lieve occhieggia tura. La crosta  paglierina è sottile (circa 1 mm).
Il sapore è dolce, caratteristico della miscela del latte di provenienza (3 parti di ovino e 1 parte di vaccino) e della breve stagionatura di circa 15/20 giorni. Essendo una D.O.P. dal 1996(Denominazione di Origine Protetta),  deve essere munito del contrassegno indicato nel decreto di riconoscimento, a garanzia delle rispondenza del prodotto alle specifiche normative.
La Casciotta d’Urbino va consumata fresca e una volta tagliata va protetta con la pellicola trasparente e conservata in frigo (4/8°C) per qualche giorno. Se usato come formaggio da tavola, prima di consumarlo, si consiglia di lasciarlo almeno un’ora a temperatura ambiente.
La “Casciotta d’Urbino che utilizzato per questa ricetta è stata prodotta dalla Cooperativa Agricola TreValli Cooperlat che aderisce al progetto “Qui da Noi” di Confcooperative.





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Ingredienti per 4 persone:

4 carciofi sardi

2 limoni
150 gr di Casciotta d’Urbino
1 mazzettino piccolo di prezzemolo
Mezzo spicchio d’aglio
Mezzo  cucchiaio di capperi sottaceto
1 filetto d’acciuga sottolio
Olio extravergine d'oliva q.b.
Sale




Procedimento

Lavate e sgrondate il prezzemolo poi tritate le foglie con i capperi e il filetto d’acciuga,
Preparate  un emulsione (vinaigrette) con 4 /5 cucchiai d'olio,il sale, il succo di un limone, miscelate bene e inglobate il trito di prezzemolo.
Tagliate a cubetti la Casciotta d’Urbino.
Pulite i carciofi togliendo le foglie più dure, la barba centrale e immergeteli via via in acqua acidulata con il succo di un limone.
Scolateli e tagliateli a fettine sottili, mettetele in un insalatiera , unite i cubetti di formaggio e condite con l’emulsione.
Mescolate bene e servite.





TreValli Cooperlat Soc. Coop. Agricola
Via Piandelmedico 74
60035 Jesi (AN)
Tel. 0731/2381
Sito : http://www.trevalli.cooperlat.it/



giovedì 13 aprile 2017

Costolette d'agnello al forno con miele di Acacia

Per agnello si intende un esemplare giovane (età non superiore ai 12 mesi) di pecora (femmina) o di ariete (maschio, anche detto montone).
L'agnello è una creatura domestica erbivora soggetta ad allevamento da parte dell'uomo. Può essere macellato in giovane età per la produzione di carne o, se lasciato maturare, destinato alla produzione di:
  • Latte e derivati (pecora)
  • Lana (pecora e ariete)
  • Carne (pecora e montone, quest'ultimo castrato o fertile).
L'agnello è un alimento di origine animale, ricco di proteine ad alto valore biologico e di vitamine del gruppo B. Possiede una carne gradita a molti ma dal gusto più intenso rispetto a bovini e suini; anche per questo motivo, la carne di agnello è molto apprezzata dagli amanti della carne ovina e intollerabile per chi, al contrario, non gradisce il gusto e l'aroma tipici dell'animale. 
La carne di agnello, privata del grasso visibile, può essere classificata tra quelle magre. L'apporto lipidico dipende essenzialmente dal taglio ma, in linea di massima, non risulta mai paragonabile a quello della pecora, del bovino o del maiale adulti. L'agnello, nei suoi pezzi magri, è comunque più grasso (anche se di poco) rispetto al petto ricavato dalla carne aviaria SENZA pelle (pollo, tacchino ecc.). D'altro canto, ricordiamo che le ricette tradizionali a base di agnello non sono quasi mai di tipo dietetico, eccezion fatta per le costolette alla griglia; mentre le preparazioni più grasse a base di agnello sono: costolette di agnello fritte (impanate), agnello in fricassea (abbondante olio), cosciotto di agnello lardellato al forno ecc.


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/carne-di-agnello.html




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Ingredienti per 4 persone:

12 costolette d’agnello
2 cucchiai di miele di Acacia  La Margherita
½ bicchiere di vino rosso corposo
Qualche rametto di rosmarino, timo e maggiorana
5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva.
Uno spicchio d’aglio
Sale e pepe q.b.

Procedimento
Lavate, asciugate e tritate gli aromi.
Preparate la marinatura miscelando l’olio con il vino, unite il miele, lo spicchio d’aglio tagliato a metà e gli aromi tritati.
Mettete le costolette d’agnello a marinare per due ore.
Trascorso il tempo accendete il forno a 200°C (forno statico).
Mettete le costolette in una pirofila, salate, pepate e versate la marinata.
Infornate per 15/20 minuti ( dipende se le preferite ben cotte o più morbide) girandole a metà cottura.
Servite con patate o verdure grigliate.


Apicoltura
La Margherita
C.so Francia 152 
Rivoli (TO)
tel/fax 011/9913469
api.lamargherita@alice.it






lunedì 10 aprile 2017

Torta di mele e grano saraceno

Il grano saraceno non appartiene alla famiglia delle graminacee, ma a quella delle Poligonacee e quindi non contiene glutine, per questo motivo può essere consumato da chi ha problemi di celiachia.
La pianta è originaria dell’Asia e fu introdotta in Europa dai Turchi (da qui il nome di grano saraceno) e dai Crociati nel XIII secolo.
Attualmente la sua coltivazione è diffusa nell’Europa nord orientale dove il suo uso è molto diffuso. In Italia si coltiva nel Sud Tirolo e in Valtellina dov’è utilizzato per la preparazione dei famosi pizzoccheri e della polenta taragna.
E’ un alimento ricco di ferro e sali minerali, di vitamina B ed E. Contiene anche buone quantità d’aminoacidi essenziali e il valore biologico delle sue proteine è paragonabile a quello delle proteine della carne e della soia.




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Ingredienti per 4 persone:

275 g di farina di grano saraceno
150 gr di fecola di patate
120 g di zucchero di canna
250 ml di latte a temperatura ambiente
3 mele renette
2 uova a temperatura ambiente
1 limone bio
100 g di burro ammorbidito a crema
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci

Procedimento

Accendete il forno e portatelo ad una temperatura di 180°C.
Sbucciate le mele, tagliatele a dadini, metteteli in una ciotola e irrorate con del succo di limone per evitare che anneriscano.
Imburrate ed infarinate una tortiera di 24/25 cm di diametro o, in alternativa rivestitela di carta da forno.
In una ciotola versate le farine, la fecola di patate, lo zucchero a velo e un pizzico di sale.
Mischiate con una frusta e unite il burro ammorbidito. Inglobatelo bene poi unite la buccia grattugiata del limone (attenzione a non prendere la parte bianca che renderebbe amara la preparazione),le uova e il latte e lavorate molto bene l’impasto aiutandovi con delle fruste elettriche.


Quando l’impasto sarà ben gonfio e omogeneo unite il lievito e amalgamate molto bene.
Aggiungete anche le mele e versate il tutto nella tortiera, cospargete con lo zucchero di canna ed infornate per 30/35 minuti.


Per controllare che la cottura sia ottimale, inserite uno stecchino nella torta, Se uscirà perfettamente pulito, senza residui d’impasto vorrà dire che la torta è cotta.
Sfornate e lasciate raffreddare su di una gratella.







Tra due fette di pane- Panini &C. Gourmet

TRA DUE FETTE DI PANE - PANINI & C. GOURMET
http://libricette.eu/ebook-gratuiti.html
Ecco la seconda sorpresa pasquale di LIBRICETTE.eu: un nuovo e-book gratuito interamente dedicato al goloso mondo dei panini.
Parola d'ordine per i nostri panini gourmet: materie prime di qualità e gusto a non finire.
L'opera è stata realizzata in collaborazione con Vov102 -Nutrire Le Comunità, Idee Green e I Binari del Gusto di Paolo Nicola che ringraziamo per aver creduto nel nostro lavoro.
Per scaricare gratuitamente l'opera: http://libricette.eu/ebook-gratuiti.html

sabato 8 aprile 2017

Fuori dal Guscio - IN CUCINA CON LE UOVA - Ebook gratuito

Fuori dal Guscio - IN CUCINA CON LE UOVA

È online il nuovo e-book gratuito di LIBRICETTE.eu nato da un'idea di Maria Antonietta Grassi: 
http://libricette.eu/ebook-gratuiti.html
Non perdete le ricette e gli articoli interamente dedicati alle uova.
Idee e suggerimenti per la tavola di tutti i giorni o per le occasioni speciali: Pasqua si avvicina!
Ringraziamo le realtà che hanno creduto in questa pubblicazione: il media partner  Idee Green e il progetto Vov102 - Nutrire Le Comunità.
Un ringraziamento speciale va inoltre ai nostri insostituibili autori: Monica Benedetto Monica Martino Silvia De Lucas Pasticci Fernanda Demuru Maria Antonietta Grassi Anna Laura Mattesini Roberto Leopardi Paola Uberti
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giovedì 6 aprile 2017

Eliche con Barba di Frate (Agretti)

La Barba di Frate, nota anche come Agretti, è un ortaggio  primaverile di piccole dimensioni ed è tipica delle zone costiere del bacino del Mediterraneo.
E’ conosciuta anche  con un altro nome, Salsola Soda perché dalle sue ceneri dopo combustione veniva estratto il carbonato di sodio ovvero la soda, non solo, ma essendo anche ricca di carbonato di potassio veniva utilizzata anche per la produzione del vetro; a Venezia, infatti, veniva coltivata in Laguna per fornire la materia prima alle vetrerie di Murano e dintorni.
Tenera e saporita vanta notevoli qualità benefiche è ipocalorica(contiene solo 17 calorie ogni 100 grammi), ricca di fibra insolubile, pertanto in grado di contrastare la stitichezza, è depurativa, è ottima per i diabetici, per abbassare il colesterolo nel sangue ed eliminare le scorie in eccesso dall’organismo.




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Ingredienti per 4 persone:

280 gr di eliche o altro tipo di pasta corta
1  mazzo di barba di frate
1 patata gialla
20 pomodori secchi sottolio
150 gr di Casciotta d’Urbino 
1 spicchio d’aglio
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.
1 pezzetto di peperoncino (facoltativo)



Procedimento
Fate cuocere la patata in acqua calcolando 30 minuti di cottura a partire dall’ebollizione.
Scolate, lasciatele raffreddare poi tagliate a cubetti.
Pulite gli agretti eliminando la radice rossastra e un pezzettino del gambo se troppo legnoso. Lavateli bene e immergeteli nell’acqua leggermente salata e in ebollizione. Fate cuocere per 5 minuti, scolate.
Tagliate a pezzetti i pomodori secchi e a fettine sottili il formaggio.
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata.
Nel frattempo che la pasta cuoce versate 4 cucchiai d’olio in una padella capiente e fate rosolare lo spicchio d’aglio, tagliato a metà,  e il peperoncino, unite la barba di frate, i pomodori e la patata, salate.



Fate insaporire, togliete lo spicchio d’aglio e il peperoncino. Scolate grossolanamente la pasta al dente  e fatela saltare nella padella con il condimento, unite il formaggio, fatelo fondere e servite subito.
Buon appetito!


mercoledì 5 aprile 2017

Peperoni con le acciughe al verde

I peperoni di Carmagnola sono una delle tantissime eccellenze Piemontesi . Li adoro, sia crudi sia cotti; mi piace il loro gusto e i colori bellissimi che sono un inno alla gioia e, evidentemente, anche i botanici del XVI secolo la pensavano come me perché, quando sbarcò in Europa, lo battezzarono Capsicum annum prendendo spunto dalla parola greca Kapto, che tradotto significa “mangio avidamente”. Un’altra versione fa derivare il loro nome dal latino Capsa ovvero scatola, dovuto al fatto che, al suo interno, ha molti semi.
Questo delizioso ortaggio è uno scrigno di virtù preziose: ha pochissime calorie (23 gr per 100 gr di prodotto), contiene provitamina A e moltissima vitamina C presente in quantità maggiore rispetto agli agrumi.
Sul mercato troviamo diverse varietà; un’utile distinzione, oltre a quella tra piccanti o dolci, è quella che considera il colore.
I peperoni verdi hanno questo colore perché sono raccolti in anticipo, hanno un gusto pungente e sono ideali da mangiare in insalata o nelle peperonate.
I peperoni rossi hanno una polpa croccante e zuccherina: sono ideali per la cottura alla brace o per il pinzimonio. Saziano in fretta e sono più ricchi di principi nutritivi.
I peperoni gialli contengono molti antiossidante: sono teneri e succosi ideali da consumare crudi o uniti al pomodoro per rendere corposi i sughi.
Qui ve li propongo con una tipica salsa piemontese, il bagnet verd (bagnetto verde) e le acciughe. (Acciughe al verde)




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Ingredienti:
4 peperoni rossi e gialli
1 etto di prezzemolo
15 acciughe sotto sale  
1 spicchio d’aglio
Un tuorlo d’uovo rassodato
Mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva
20 gr di pane raffermo
Aceto q.b.
Olive taggiasche q.b.
Capperi q.b.
Sale q.b.
Un pizzico di peperoncino

Procedimento
Fare cuocere i peperoni in forno a 180° per circa 30 minuti, spellateli, asciugateli e divideteli a falde.
Preparate il bagnet verd
Immergete  il pane nell’aceto. Fate rassodare l’uovo.
Lavate,  dissalate e pulite le acciughe.
Lavate il prezzemolo e asciugatelo. Staccate le foglie e tritatele  con l’aglio,  tre acciughe, la mollica di pane leggermente strizzata e il tuorlo d’uovo.
Aggiungete tanto olio quanto basta a rendere la salsa fluida ma non troppo, immergete i filetti d’acciuga interi rimasti e lasciate riposare per un po’.
Mettete le falde in un piatto da portata, distribuite il bagnet verd, filetti d’acciuga, le olive, e i capperi.
 Il bagnet verde potete prepararlo prima, si mantiene per diversi giorni in frigo in un contenitore ermetico.




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