giovedì 21 settembre 2017

Cozze gratinate

Le cozze gratinate sono un antipasto ottimo e leggero, diffusissimo in tutto il Meridione d’Italia e sono preparate in varie versioni.
Questa è  una versione molto diffusa in Sicilia e potete prepararla anche senz’aglio saranno comunque ottime.
Le cozze o Mitili, sono dei molluschi composti da due valve uguali. In natura si trovano aggrappate agli scogli grazie ad un filamento proteico chiamato bisso, secreto dal mollusco stesso. I mari ricchi di cozze sono il Mediterraneo e l’Atlantico, ma in commercio , di solito, troviamo quelle allevate.
Da un punto di vista nutrizionale, le cozze sono degli ottimi antiossidanti, ricche di proteine nobili e di vitamine C e B. Inoltre contengono diversi sali minerali come il potassio, sodio, fosforo e zinco che hanno proprietà stimolanti e digestive. Non sono da trascurare le proprietà di questo mollusco nei confronti del cuore. Il suo alto contenuto di potassio aiuta a controllare la pressione e la ritenzione idrica. (Fonte: Pazienti.it)




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Ingredienti per 4 persone

1 kg di cozze
½ bicchiere di vino bianco
1 spicchio d’aglio
1 mazzetto di prezzemolo
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
80 gr di pangrattato
Peperoncino rosso q.b.
Olio Extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento
Lavate bene le cozze, eliminate quelle già aperte o con il guscio rotto, raschiate i gusci per eliminare le impurità e il bisso (la barbetta che fuoriesce dal guscio).
Risciacquate bene
Lavate e sgrondate il prezzemolo e tritatelo insieme allo spicchio d’aglio
In una casseruola scaldate  3 cucchiai d’olio,  aggiungete le cozze, un po’ del trito di prezzemolo e aglio, il peperoncino, il vino  e fatele cuocere a fuoco vivace  finché saranno tutte aperte (5 minuti).
Scolatele, gettate quelle che non si sono aperte e filtrate il liquido di cottura.
Lasciatele raffreddare.
Nel frattempo preparare il composto per la gratinatura.
In una ciotola unite il pangrattato, il formaggio, il rimanente trito di prezzemolo e aglio e un pochino dell’acqua di cottura delle cozze.
Prima di aggiungere il sale assaggiate sia le cozze che il liquido perché normalmente sono già sapide e non richiedono l’aggiunta di sale, diversamente aggiustate la sapidità.
Amalgamate bene il tutto fino ad ottenere un composto morbido e cremoso, non acquoso, se è il caso aggiungete ancora un po’ di pangrattato.
Staccate dalle cozze la parte di guscio senza il mollusco e gettatelo, disponete l’altra metà in una teglia e farcite con il preparato.
Infornate in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti, passate poi alla funzione grill per 3 minuti.
Le cozze dovranno rimanere morbide all’interno e croccanti fuori.

Potete servirle sia calde che fredde accompagnate da un buon bicchiere di vino bianco.

martedì 19 settembre 2017

Tortini di banane e crema di nocciole al cacao

La banana, disponibile 365 giorni l'anno, è il frutto del banano, una pianta gigantesca (non un albero) alta fino a 7 metri.
Nascono a testa in giù, una vicina all’altra, in una grande massa di frutti chiamata casco. Un casco può superare il metro di lunghezza, contenere anche più di 200 frutti e pesare oltre 25 chili.
E’ uno dei frutti presente da più tempo sul nostro pianeta; originaria della Nuova Guinea, dove sembra sia nata attorno al 5000 a. C. durante i secoli questo dolce frutto si è diffuso prima in India, poi in Africa ed infine in Centro America. Seguendo le rotte dei grandi commerci marittimi la banana ha fatto il giro del mondo e conquistato i cinque continenti.
In America Centrale viene coltivata la varietà "Cavendish" regina della tavola italiana grazie alla sua dolcissima polpa.
Il termine banana deriva dall'arabo "banan", che significa "dito".
Frutto prezioso per la nostra salute ,contiene triptofano, un aminoacido che viene       trasformato dal nostro corpo in serotonina e che è in grado di rendere più sereno l’umore e svolgere un'azione rilassante.
La sua polpa è ricca di vitamina A, B1, B2, B6, C, E, PP che contribuiscono a mantenere elastica la pelle, a stimolare le difese immunitarie e a favorire il metabolismo delle proteine. Nella banana, inoltre, abbondano  sali minerali quali il calcio, il ferro e, soprattutto, il potassio, indispensabile per il funzionamento del sistema cardiovascolare.
Le banane possono essere utilizzate nelle diete da chi soffre di mal di stomaco: è in grado di neutralizzare l'acidità e ridurre l'irritazione delle pareti dello stomaco.




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Ingredienti per 6 muffin grandi

2 banane mature
3 cucchiai abbondanti di Crema di nocciole al cacao  Arigoni
50 gr di zucchero di canna
150 gr di farina OO
1 uovo
2 cucchiaini di lievito per dolci
Zucchero a velo q.b.

Procedimento

Schiacciate le banane con i rebbi di una forchetta fino a ridurli in poltiglia, unite la crema di nocciole mischiate bene.




Aggiungete l’uovo e amalgamate.


Unite lo zucchero e, poco alla volta la farina con il lievito.
Inglobate il tutto .


Imburrate i classici stampini da muffin e versate il composto.


In una pirofila mettete due dita d’acqua e inserite gli stampini.


Infornate (preriscaldato 0 180°C – statico) per 30/35 minuti.
A cottura ultimata lasciate riposare ancora 5 minuti nel forno spento.
Sfornate, lasciate raffreddare e prima di servire spolverizzate con lo zucchero  a velo.





giovedì 14 settembre 2017

Peperoni conservati in agrodolce

All’inizio del Novecento, Domenico Ferrero faceva il commerciante a Torino, scoprì che nel Borgo Salsasio di Carmagnola si producevano degli ottimi peperoni e spinse i contadini a produrne su ampia scala sostituendo la coltura della canapa fino ad allora dominante.
Nacquero così diverse varietà locali ed una produzione di elevata qualità, che diede luogo ad un fiorente commercio.
Allora la maggior parte delle persone in questi luoghi faceva il contadino e quest’ortaggio che cresceva facilmente e dava ottimi risultati fu come la manna dal cielo, diventò molto importante e fonte di guadagno per le famiglie di allora.
L’interesse crebbe sempre più e si fecero manifestazioni, fiere; nacquero aneddoti e ricette fino ad arrivare ai nostri giorni alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola.
Col tempo si perfezionò la coltivazione e attualmente ne sono state selezionate cinque diverse qualità: il Quadrato con la forma cubica  , il Quadrato Allungato, il Corno o Lungo (un cono molto allungato), il Trottola (a forma di cuore), il Tomaticot (tondeggiante schiacciato ai poli come un pomodoro).



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Ingredienti
3 kg di peperoni Tomaticòt o trottola
1 kg di zucchero
1 litro di aceto di vino bianco o di mele
2 bicchieri d’olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio colmo di sale
Foglie d’alloro
Qualche bacca di ginepro.


Procedimento
Lavate accuratamente  con l’acqua calda i vasetti e i relativi coperchi (cambiateli ogni volta che riutilizzate i vasetti) e asciugateli perfettamente.
Lavate i peperoni, tagliateli in quarti e  asportarte il torsolo ed i semi.
Ponete sul fuoco una pentola d’acciaio (non utilizzate l’alluminio), versateci l’aceto, l’olio, lo zucchero, il sale , tre foglie d’alloro e qualche bacca di ginepro schiacciata.
Portate a bollore poi tuffateci (pochi alla volta) i peperoni e fateli cuocere per 3 o quattro minuti al massimo.


Scolateli, lascai teli raffreddare, 


sistemateli nei vasi, aggiungete le foglie d’alloro e ricopriteli con il liquido di cottura da cui avrete eliminato le bacche di ginepro


Chiudete ermeticamente e conservate in luogo fresco e asciutto.

Ricordatevi di non consumare mai il prodotto qualora il tappo risultasse gonfio o il prodotto risultasse fermentato, vorrebbe dire che non è stato  ben confezionato o conservato.




lunedì 11 settembre 2017

Confettura di pesche, zenzero rum e noci

 Lo Zenzero è tonico, stimolante, digestivo, antinfiammatorio e tanto altro. Una spezia dalle grandissime proprietà curative. La parte medicinale dello zenzero è proprio il rizoma (che la maggior parte delle persone lo chiama erroneamente radice), ricco di olio essenziale, gingerina, zingerone, resine e mucillagini. Originario dell’India e della Malesia, lo zenzero si sviluppa meglio in posti tropicali (con alte temperature e umidità elevata) ma è possibile coltivarlo anche da noi. Per coltivare lo zenzero in casa  prendete il rizoma einterratelo a pochi centimetri. Innaffiate spesso ma con poca acqua (va bene anche nebulizzarlo con acqua per ricreare l’umidità tipica di paesi di origine). In inverno bisogna stare attenti alle basse temperature che possono danneggiare la pianta.



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Ingredienti per 6 vasetti circa da 250 gr cad tipo Bormioli

2 kg di pesche gialle possibilmente bio
800 gr di zucchero di canna
40 gr di zenzero fresco
50 ml di rum
1 limone non trattato
Noci q.b.



Procedimento

Lavate accuratamente  con l’acqua calda i vasetti e i relativi coperchi (cambiateli ogni volta che riutilizzate i vasetti) e asciugateli perfettamente.
Lavate le pesche fregando bene ma delicatamente la buccia. Tagliatele a spicchi, togliete il nocciolo e mettetele in una pentola adatta in acciaio inox o ceramica (non utilizzate l’alluminio).
Terminata l’operazione aggiungete il succo del limone, la scorza dello stesso (solo la parte gialla, state attenti a non prelevare la parte bianca (albedo) che renderebbe amara la confettura), il rum, lo zenzero tritato e lo zucchero.


Mescolate e ponete la pentola sul fuoco molto basso. Fate cuocere adagio adagio, mescolando e schiumando.
Circa 10 minuti prima del termine della cottura aggiungete i gherigli di noce interi o spezzettati ( come preferite). 


Quando la confettura raggiungerà la giusta densità  (fate la prova versando un po’ di confettura in un piatto ed inclinandolo, se non scorre è perfetta), toglietela dal fuoco e invasatela immediatamente nei vasi, chiudeteli ermeticamente e conservateli all’asciutto e all’oscuro.




N.B.
Durante la cottura tutto l’alcool contenuto nel rum evapora lasciando solo l’aroma, quindi può essere tranquillamente consumata anche dai bambini o da chi non deve bere alcolici.
E naturalmente potete preparala senza rum e senza noci, sarà buonissima lo stesso . 



giovedì 7 settembre 2017

Mousse di fichi e yogurt

I fichi sono dei frutti molto dolci, dalla caratteristica forma a goccia, dal diverso colore e spessore della buccia secondo le varietà. I più diffusi sono: il fico nero, il fico verde e quello viola.
Maturano da giugno a settembre e in realtà quello che noi conosciamo non è il frutto, ma l’infiorescenza, all’interno del quale sono contenuti i veri frutti, cioè dei piccoli acheni immersi nella polpa.
Possiedono notevoli proprietà nutritive, sono ricchi di vitamina A, B1, B2, C, di sali minerali (potassio, ferro, cromo, calcio) e di fibre che sono utili a riequilibrare i disturbi intestinali legati alla stitichezza. Contengono un’alta percentuale di polifenoli (sostanze antiossidanti) che contrastano i rischi di malattie tumorali e cardiovascolari.  Il loro consumo è particolarmente indicato per i bambini, gli anziani, le donne incinte e gli atleti. Sono controindicati per i diabetici e gli obesi a causa dell’alto contenuto di calorie e di zuccheri.
I fichi freschi forniscono circa 65 calorie per 100 grammi.
I fichi secchi arrivano a fornire 280 calorie per grammi.



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Ingredienti per 6 persone:

16 fichi maturi medi
Mezzo bicchierino di Porto
18  biscotti tipo Digestive
200 gr di ricotta
4 cucchiai pieni di yogurt naturale non scremato
3 cucchiai di miele d’acacia
4 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di cacao amaro
Cannella q.b.
Succo di mezzo limone.

Procedimento

Pulite i fichi, tagliateli a pezzi e metteteli in una pentola con il succo del limone, il Porto e lo zucchero. Fate cuocere lentamente per 15 minuti, poi aggiungete il cacao, la cannella e continuate la cottura  ancora per 5 minuti. Spegnete il gas e frullate il tutto. Lasciate raffreddare.
Nel frattempo amalgamate bene la ricotta con lo yogurt e il miele. (assaggiate per verificare la dolcezza, se è il caso aggiungete altro miele).

Sbriciolate un biscotto e mettetelo sul fondo di una coppetta, versate un po’ di composta di fichi, sovrapponete un po’ della crema di ricotta e yogurt, sbriciolate sopra un altro biscotto, aggiungete ancora un po’ di composta di fichi e terminate con un biscotto sbriciolato. Continuate così anche con le altre coppette e mettete in frigo per almeno due ore e buon appetito!



domenica 3 settembre 2017

Merluzzo in crosta di mais

Quando i conquistadores spagnoli raggiunsero la capitale atzeca Tecnochtitlan (l’antica città sulle cui rovine sorge ora Città del Messico), scoprirono che la dieta indigena consisteva su piatti a base di mais, conditi con erbe e peperoncini e generalmente accompagnati da fagioli e zucca. I conquistadores, nel tempo, combinarono la loro dieta, composta da riso, maiale, manzo, pollo, vino, aglio e cipolle con il cibo indigeno del Messico pre-Colombiano. Gran parte del cibo messicano odierno è basato su tradizioni pre-ispaniche, comprese quelle atzeche e maya, combinate con lo stile alimentare introdotto dai coloni spagnoli.
Le quesadillas, per esempio, sono tortilla di farina o mais con formaggio Queso Blanco (un formaggio molto morbido), manzo, pollo, maiale e altro ancora; l’eredità indigena di quest’ultimo, come di molti altri piatti tipici, è il peperoncino (chili). Anche la cucina caraibica ha influenzato alcuni piatti messicani, in particolar modo alcuni piatti regionali di Veracruz e dello Yucatàn. Infine l’occupazione francese ha a sua volta contribuito in qualche misura a formare l’attuale cucina Messicana.
I cibi messicani cambiano da regione a regione a causa delle differenze geografiche, climatiche, etniche e, non ultimo, a seconda della maggiore o minore influenza ispanica.
La zona settentrionale del Messico è nota per la produzione di manzo e di conseguenza si distingue per le pietanze basate su queste carni.
La zona meridionale è conosciuta per i piatti con verdure piccanti e pollo.
I prodotti del mare vengono preparati in “stile Veracruz”.
Esistono piatti più esotici, cucinati in stile Azteco o Maya, con ingredienti piuttosto inusuali quali serpenti a sonagli, iguane, scimmie, cervi: queste pietanze sono note come
comida prehispanica (cibo preispanico).
Va distinta l’autentica cucina messicana dalle Cal-Mex (di origine californiana), Tex-Mex (di origine texana) e quella tipica dello stato USA del Nuovo Messico, che è diventata la più famosa.
I principali piatti sono i barbacoa, i tacos, la salsa guacamole, le tortillas. La bevanda più conosciuta è la tequila, derivata dalla pianta dell’Agave.
E’ dunque, la cucina messicana è già di per se un esempio di cucina fusion, ma ho voluto renderla più italiana con la ricetta che segue che è una rivisitazione di una classica ricetta messicana.








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Ingredienti per 4 persone:

400 gr  di filetti di merluzzo
140 gr di mais Valfrutta i Cotti a vapore
10 rametti di prezzemolo
1 cipolla bianca piccola
Un cucchiaio di capperi
2 cucchiai di farina di mais per impanatura
2 cucchiai di paprika dolce
1 spicchio d’aglio
Sale e pepe q.b.

Procedimento

Accendete il forno a 180°
Oliate leggermente una pirofila e disponete i filetti di merluzzo. 
Pulite la cipolla e lo spicchio d’aglio.
Lavate e sgrondate il prezzemolo.
Tritate il prezzemolo, l’aglio, la cipolla e i capperi.
Mettete tutto in una ciotola, aggiungete la farina di mais, il mais, la paprika, sale, pepe,  tre cucchiai di olio e mescolate.


Versate il composto sui filetti di pesce premendo leggermente, irrorate con un filo d’olio. 


Infornate (forno già caldo e ventilato) per 25/30 minuti. Servite subito.
Buon appetito!






venerdì 25 agosto 2017

Polpette di melanzane con Coppa e Parmigiano Reggiano

Il nome coppa compare per la prima volta nella letteratura nei testi del XIX secolo, anche se storicamente, la Coppa di Parma è nota fin dal 1700. Tra le più famose e rinomate, è un IGP (indicazione di origine protetta), è ottenuta dalle parti magre del collo del suino ed è caratterizzata da una forma cilindrica e una buona consistenza al tatto. La nebbia e l’alto grado di umidità tipico del territorio parmense, conferiscono a questo salume un sapore unico e inconfondibile: delicato, aromatico e quasi dolce. Al taglio la fetta si presenta di consistenza morbida, con le parti grasse di colore bianco-rosaceo e le parti magre di colore rosso vivo. La tradizione vuole che per conservare questo salume sia avvolto in un canovaccio di tela imbevuto di vino bianco.
La Coppa  I.G.P. che ho utilizzato per questa preparazione è stata prodotta dalla Cooperativa Clai.
 CLAI (Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi) è una Cooperativa agricola che opera nell’agroalimentare sia nel settore dei salumi, con una particolare specializzazione nel segmento del salame, che in quello delle carni fresche bovine e suine.
L’azienda opera principalmente in due stabilimenti: a Sasso Morelli di Imola (BO) dedicato alla produzione dei salumi e a Faenza (RA) dove si effettuano macellazione e sezionamento dei bovini e dei suini, adottando le procedure operative più avanzate per assicurare il benessere animale e alti standard di qualità nel sistema di trasformazione e lavorazione.
I prodotti dell’azienda sono presenti in tutti i canali di vendita e in tutte le regioni Italiane.
Negli ultimi anni 
CLAI ha sviluppato la sua presenza all’estero soprattutto nel comparto dei salumi. Fanno parte della cooperativa 283 soci, formati sia da soci allevatori che conferiscono il bestiame, che da soci lavoratori che svolgono la loro attività nei vari settori dell’impresa.
Nella preparazione dei salumi vengono utilizzate solo carni italiane, puro suino, sale iodato.
Non sono presenti il glutine  e i derivati del latte.
La filiera è controllata e certificata ed infine hanno ottenuto la certificazione iso 1400 per il rispetto per l’ambiente.
Come cooperativa agricola aderente a Fedagri Confcooperative hanno da tempo aderito al progetto “QUI DA NOI” che ha come obbiettivo la valorizzazione delle produzioni agricole nazionali.




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Ingredienti per 4 persone

2 melanzane violette non troppo grandi
2 uova
50 gr di Parmigiano Reggiano
100 gr di Coppa IGP Clai in una sola fetta
Farina di mais per impanature q.b.
Qualche rametto di basilico
1 spicchio d’aglio
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale  q.b.

Procedimento

Lavate e spuntate le melanzane, tagliatele a dadini.
Scaldate 4 cucchiai d’olio in una padella antiaderente, unite lo spicchio d’aglio tagliato a metà e i dadini di melanzane. Lasciate rosolare finché saranno teneri (7/8 minuti circa).
Lasciate raffreddare. e togliete l'aglio.
Nel frattempo tagliate a dadini la coppa e tritatela con il tritatutto, grattugiate il Parmigiano Reggiano.
Lavate e sgrondate il basilico.
Frullate le melanzane con le foglie del basilico.
Mettete tutto in una ciotola capiente, unite il trito di coppa, il Parmigiano Reggiano, le due uova leggermente sbattute, salate.
Amalgamate poi unite tanta farina di mais quanto ne necessita per avere un impasto corposo ma non eccessivamente duro, come quello delle polpette di carne, per intenderci.
Prelevate un po’ di composto e formate delle palline (la dimensione sceglietela voi, c’è chi le ama piccole e chi un pochino più grandi), passatele nella farina di mais e friggete in abbondante olio bollente.


Scolate con una schiumarola e mettete su carta assorbente da cucina per eliminare l’unto in eccesso. Servite calde.
Potete anche preparare un sughetto leggero di pomodori e basilico da servire in accompagnamento.
Buon appetito.




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